Anno
Artisti
Opere di Arte contemporanea in piazza del Plebiscito
1995
“staffetta” tra le radio private + Senegal Ritmo
1996
Luca Carboni + Nino D’Angelo
Montagna del sale di Mimmo Paladino
1997
Lina Sastri + Aurelio Fierro
senza nome di jannis Kounellis
1998
Carosone
senza nome di Mario Merz
1999
Massimo Ranieri
senza nome di Gilberto Zorio
2000
Lucio Dalla + Nino D’Angelo
Da un momento all’altro di Giulio Paolini
2001
Edoardo Bennato
Taratantara di Anish Kapoor
2002
Almamegretta
Ripensare il vero di Kossut
2003 Nino D’Angelo con lo spettacolo “femmine”
(con 7 artiste napoletane: Licciardi, Luce, Gloriana, Montecorvino, Nazionale, Sacco, Stella)
Spiriti di madreperla di Rebecca Horn
2004
Peppe Barra
Naples di Richard Serra
2005
Enzo Avitabile
L’Italia all’asta di Fabro
2006 Fiorella Mannoia
Piazza Mercato: Sal Da Vinci
Progressions in square
di Sol Lewitt
2007 Massimo Ranieri
Piazza Mercato: Caparezza
For Naples
di Jenny Holzer

 Vedi il sito ufficiale del Capodanno a Napoli 2006.

..:: La storia dei Capodanni a Napoli ::..

Tutto cominciò a dicembre del ’94. Napoli aveva superato brillantemente l’esame del G7 e della Conferenza Onu sulla criminalità, che l’avevano fortemente rilanciata in Italia e nel mondo sul piano dell’immagine. Agli inizi del mese c’erano state le prime avvisaglie di quello che sarebbe stato l’ennesimo bollettino di guerra per lo sparo dei botti proibiti. Ci si pose il problema di inventare qualcosa che avesse convinto i napoletani ad abbandonare questa tragica tradizione e l’incivile abitudine di buttare dai balconi la roba vecchia. Si individuò in un appuntamento in piazza del Plebiscito- da poco liberata dalle auto e diventata un simbolo della nuova Napoli- il “deterrente” giusto per dare un ulteriore accelerata per scelte che assimilassero Napoli ad altre capitali: Parigi, Berlino, Londra, New York già da diversi anni avevano la tradizione di festeggiare in piazza l’arrivo del nuovo anno.
Con soli 18 milioni, un palco in legno, una staffetta tra le radio private che garantì l’intrattenimento musicale e uno sponsor che allestì uno “spettacolo pubblico” di fuochi pirotecnici fu allestito il 1° Capodanno a Napoli.
Gli organizzatori si mossero tra lo scetticismo generale: nessuno avrebbe scommesso sulla riuscita dell’iniziativa. Gli stessi collaboratori avevano difficoltà a mettersi in evidenza. Molte radio declinarono l’invito perché non potevano rischiare una figuraccia e lo sponsor ci fece giurare che in caso di fiasco non avremmo mai citato il nome dell’azienda! Sapevamo che al Vesuvio c’erano Luciano de Crescenzo e Marisa Laurito e allora li andammo a prendere con un auto privata e li portammo in piazza. Lungo il percorso de Crescenzo ripeteva che era una follia, ma che gli piaceva l’idea di festeggiare in maniera così originale la mezzanotte. Come andò lo ricordano tutti: oltre 100.000 persone si diedero appuntamento in piazza e si recarono poi sul lungomare per ammirare uno spettacolo pirotecnico dignitoso ma di appena 10’. Non successe nessun incidente e il numero di feriti per i botti diminuì. Così i giornali parlarono di un miracolo napoletano…
L’anno dopo il Capodanno diventò subito un vero e proprio evento, con la sua struttura, il suo programma, la sua organizzazione. In piazza allestimmo la Montagna del sale dell’artista Mimmo Paladino e fu un successo straordinario. La Rai decise di prevedere una diretta per il Capodanno a Napoli, organizzando un proprio spettacolo, come fece anche a Milano e Roma. L’artista scelto era Luca Carboni, bolognese e la presentatrice Milly Carlucci. Era stata prevista anche una presenza napoletana, Nino D’Angelo, ma ci accorgemmo che ci sarebbe stato poco spazio per lui. Così ci inventammo una location molto originale in modo da costringere le telecamere a collegarsi con Napoli. Facemmo salire l’artista sul pizzo della Montagna del sale, gli passammo un microfono e… fu un altro successo.
Il Capodanno 1996 fu il primo che prevedeva un’installazione artistica nella piazza e la manifestazione si è sempre molto integrata con essa. In particolare è rimasto indimenticabile il tango ballato sotto l’enorme farfalla rossa di Kapoor.
Gli artisti ospitati sono stati sempre napoletani. Ci piace ricordare con grande affetto Renato Carosone. Fu l’ultimo concerto in piazza del grande artista.
Arrivò avvolto in una coperta perché faceva molto freddo e suonò tutta la serata con la coperta sulle gambe come un nonno che raccontava favole ai nipotini. Quell’anno dopo aver ospitato l’animazione di Valerio Festi prevedemmo per la prima volta uno spettacolo di fuochi d’artificio, a tempo di musica, sul colonnato della chiesa di san Francesco. Un altro successo: la gente stette per 30 minuti in silenzio col naso all’insù ed alla fine ci fu un lunghissimo applauso, di quelli che si tributano ai grandi artisti. Tantissima folla anche per la discoteca allestita a partire da quell’anno nella Stazione marittima.
Lo spettacolo pirotecnico è al centro di un aneddoto del Capodanno del 2000.
Quell’anno, indicato con un errore marchiano come l’inizio del nuovo millennio, tutte le città si organizzarono per una festa che segnasse l’avvento del 2000. Era difficilissimo trovare ad un costo accettabile un artista adeguato all’evento. Dario Scalabrini parlò del progetto di Capodanno 2000 a Lucio Dalla che era in tourneè a Napoli. Gli raccontò dell’idea di organizzare un grande spettacolo pirotecnico sul Castel dell’Ovo, da tutti considerato come il nucleo fondante della nostra città e che proprio in quelle settimane era passato in gestione all’Amministrazione comunale. Lucio Dalla rimase affascinato da questa idea. Annullò l’impegno che aveva già programmato in un’altra città e scelse lo slogan del nostro Capodanno “Ciao 2000” per la sua tournee. Accettò di essere a Napoli, a un costo molto più basso, di quelli correnti quell’anno. Però nel contratto fece mettere una clausola con una penale altissima: alla fine del suo spettacolo doveva raggiungere l’Hotel Vesuvio e ammirare lo spettacolo dal terrazzo dell’albergo. Anzi lo spettacolo non poteva cominciare se non c’era la sicurezza che l’artista fosse arrivato. La notte del 2000 Salemme ci raggiunse sul palco, ma quando salì strinse la mano a Bassolino che gli chiese: “Mica sei emozionato? Uno come te è abituato ai palcoscenici e al pubblico!”. Salemme rispose con un espressione molto colorita. “Antò a teatro ci stanno si e no 1000 persone… qua ce ne sono 200.000!” Lo spettacolo pirotecnico fu affascinante. L’immagine del castello con la scritta “2000 “ fece il giro del mondo e per strada c’erano almeno mezzo milione di persone.
Nel 2001 partecipò Edoardo Bennato. Le scenografie erano di Valerio Festi e la piazza era “invasa” dall’opera di Kapoor. La Rai aveva previsto il solito collegamento con diverse piazze, ma solo quando si collegava con Napoli l’audience si alzava. Così a spettacolo già chiuso la Rai fu costretta a chiederci una replica e così la gente che aveva cominciato a sfollare tornò in piazza e si ricominciò tutto daccapo. Bennato era da un po’ lontano dalle scene, ma il concerto che realizzò fu molto bello. Dopo un mese la Tim gli offrì un contratto e così la canzone che aveva presentato a Napoli diventò il jingle dell’azienda.
Capodanno 2003 con lo spettacolo Femmine di Nino D’angelo ha visto la partecipazione di 7 tra le più note interpreti della canzone napoletana. Giulietta Sacco, oramai quasi cieca, tornava nella sua città dopo oltre 20 anni.
Nel 2004 è stato Peppe Barra, con i suoi valenti accompagnatori, tra cui lo straordinario Lino Cannavacciuolo, ad allietare la serata. Barra trascinò il pubblico in una esaltante tamurriata e, alla fine, tutti gli spettatori che si recavano al Castel dell’Ovo ad assistere lo spettacolo pirotecnico, trovarono lungo via Santa Lucia balconi illuminati con giochi di luce, animatori, acrobati, artisti di strada: una sorta di Piedigrotta invernale!
Il Capodanno del 2005 si è svolto qualche giorno dopo la tragedia dello tsunami che ha colpito le popolazioni dello Sry Lanka. A mezzanotte con gli auguri, la solidarietà alle vittime. E poi, lo spettacolo di Enzo Avitabile che insieme ai Bottari ha trascinato la folla in un ritmo straordinario coinvolgendo la folla nella sua world music. Lo spettacolo pirotecnico fu annullato in segno di lutto, come in tante altre città.

Fiorella Mannoia, prima artista non napoletana è stata la protagonista del Capodanno 2006. Tanta gente in piazza per ascoltare “Quello che le donne non dicono” e festeggiare insieme il nuovo anno. E poi, le novità: un concerto di Sal Da Vinci in Piazza Mercato, un’altra piazza simbolo della nostra città.

    
Sito realizzato da:    Grafica: Guido Graziani ©